Selci

Come arrivare

  • con i mezzi pubblici, scendere alla stazione Gavignano linea ferroviaria FL 1 Fiumicino-Orte, da essa prendere la coincindenza per il paese on i bus COTRAL. Si consiglia di consultare il sito per gli orari aggiornati delle corse www.cotralspa.it

  • con l'automobile, uscire all'uscita Ponzano Soratte dell’autostrada A1, proseguire sulla SR 657 e poi seguire le indicazioni per Selci, passando per Forano.

Numeri utili

Comune: 0765 519138

Farmacia: Dr. Cruciani Silvio, via roma 22 tel: 0765 519143

Ufficio postale: Via Roma, 12 tel: 0765 519369

Cenni storici

La fondazione di Selci è conseguente alle invasioni barbariche e saracene dei secoli VII-IX. Prende il nome dai grossi basoli di selce nera (silice) con cui era lastricata l'antica strada romana. A poco a poco l’abitato fu fortificato con mura e  divenne un castrum (castello). Quando la  Santa Sede prese possesso della Sabina anche gli abitanti di Selci giurarono sudditanza al Papa. In seguito allo spostamento della Curia Papale ad Avignone, Selci approfittò della confusione creatasi ribellandosi alla Santa Sede istigata dai Savelli, Orsini e Colonna. Ma nel 1364 il Pontefice ristabilì la sovranità sul paese. Gli Orsini si avvicendarono sino al 1596 quando la Reverenda Camera Apostolica vendette il castello ai Cesi. Degli Orsini a Selci resta, quale prezioso documento storico, lo “Statuto” (1455). Ai Cesi deve attribuirsi la ristrutturazione del grandioso gruppo di fabbricati che circondano l’antica Torre di Selci. Con l’emanazione dei Bandi Generali, codici in favore del ben vivere civile, i Cesi integrarono le disposizioni dei feudatari predecessori e fondarono una Cappellania nella Chiesa di S. Stefano dove gli abitanti del contado potevano adempiere gli obblighi della religione cristiana senza doversi recare in paese. Nel 1697 il Castello fu venduto a Guido Vaini e, dopo circa 350 anni, Selci tornò sotto la dipendenza della Chiesa di Roma fino all'Unità d'Italia.

Curiosità

Selci è rinomato per la sua Porchetta, un'esperienza che si è tramandata di generazione in generazione.

Peperoncino, sale, pepe, spicchi di aglio interi, rosmarino e, chiaramente, l’ottima carne suina del maiale allevato nelle campagne sabine. E una volta condita la carne con ago e filo si ricuce tutto intorno a un palo di legno di castagno, si lava e si infila in forno. Il maiale in cottura fa un giro completo su se stesso per colorire tutte le sue parti. Solo quattro ore di pazienza e potete farvi trovare pronti con due fette di pane casareccio dei forni sabini o con una rosetta romana per sgranocchiare la cotica croccante e gustare la fragranza della Porchetta di Selci.

Cosa vedere

Subito dopo la porta urbana, troviamo a destra la chiesa dedicata al Santo Salvatore, nella quale si trova una Pala del XVII secolo raffigurante il Santo fra nuvole e angeli. Troviamo una piazzetta un tempo chiamata Platea palatii Communis e i resti della cinta muraria. La torre, Roccha Castri, a pianta quadrata, recentemente ristrutturata, domina ancora oggi il paese e ospita mostre di quadri e di attrezzi agricoli. Sulla sua cima si apre una suggestiva vista a 360° sull’abitato e sul paesaggio sabino. Al circuito murario appartiene un torrione circolare che si trova a nord-ovest, dove anticamente si apriva una porta minore (posterula).

A causa delle molte trasformazioni è problematico individuare il primitivo tessuto urbano, tuttavia possiamo affermare che il massiccio torrione a pianta quadrata, che ancora oggi domina il paese, e la cinta muraria sono le vestigia della prima fortificazione del castrum Silicij. Da non perdere Chiesetta di S. Eleuterio, chiesa privata della Fam. Savini Nicci; la Chiesa di S. Stefano, chiesa intitolata al protettore di Selci, e la Villa di Tulliano dove ci sono dei cippi funerari del periodo traiano-adrianeo. Altre chiese minori e private sono: S. Vincenzo di Jus, S.Domenico, S. Bonaventura, S. Lucia dalle cui decorazioni è stata ricavata la fontana vecchia di Piazza del Popolo.

Itinerari naturalistici

  • Percorso naturalistico pedonale di Fonte Pasqua

Prodotti tipici

  • Olio Extra Vergine d'Oliva

  • Produzione della rinomata Porchetta di Selci