Poggio Catino

Sito Web
http://www.comune.poggiocatino.ri.it/
poggio catino chiesa
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Come arrivare

  • con i mezzi pubblici scendere alla stazione Poggio Mirteto Scalo della linea ferroviaria FL 1 Fiumicino – Orte e prendere il bus COTRAL. Si consiglia di consultare il sito per gli orari aggiornati delle corse www.cotralspa.it
  • con l'automobile, uscire all'uscita dell’autostrada A1 Ponzano Romano Soratte in direzione Forano,  immettersi nella SR 657 e, al termine di essa, girare a sinistra e prendere la SS313 fino al bivio con la SP 48 che conduce al paese.

Numeri utili

Comune: 0765 411021

Farmacia: Dr Cortellini Pierluigi , via Roma 19 tel: 0765 411219

Ufficio postale: Piazza indipendenza 12  tel: 0765 411616

Cenni storici

Poggio Catino (Podium de Catini) e Catino sono due piccoli centri, poco distanti tra loro, che formano lo stesso comune. Catino nacque come insediamento fondato dai Longobardi del Ducato di Spoleto alla fine del VII secolo dove si è insediata una fara (gruppo di guerrieri legati da vincoli parentali) a controllo del territorio. Catino segnava il confine del Ducato Romano con i territori Longobardi. Uno strategico avamposto su un sito di confine, qui i Longonbardi costruirono una rocca con la torre di avvistamento per  controllare l’accesso alla strada. Nel XI secolo Catino fu assoggettato dall’Abbazia di Farfa con tutti i possedimenti diffusi nella zona. Due furono i motivi che portarono alla fondazione di Poggio Catino: l’impossibilità di ampliare il tessuto urbano di Catino per la sua particolare posizione geografica e il volerne tener sotto controllo lo sviluppo politico ed economico, amministrato dalle signorie locali.

La prima menzione di Poggio Catino è databile 1072, quando viene citato nei Regesto Farfense e Chronicon Farfense di Gregorio da Catino. Successivamente il Castello di Catino e il suo Poggio si costituirono in un libero comune che rimase sempre soggetto al dominio di una famiglia baronale del luogo. Si alternano al possesso: i Conti Sant’Eustachio, gli Orsini, i Savelli e gli Olgiati ai quali si deve la costruzione nel 1616 dell’Acquedotto della Canale, i lavori di restauro alla Chiesa di San Nicola, e la ristrutturazione del Palazzo Baronale con annesso giardino. Il 6 luglio del 1816 il Papa Paolo VII abolì i diritti feudali, e ad ottobre Giovan Battista Olgiati rinunciò alla giurisdizione baronale su Poggio Catino e di Catino. Nel 1853 Poggio Catino divenne comune autonomo con frazione Catino.

Curiosità

Il Mistero della Dama Bianca

Nel 1933, all'interno del Palazzo Olgiati, fu rinvenuta una cella ancora intatta contenente lo scheletro cinquecentesco della Dama Bianca, appartenente alla rivale famiglia Colonna. 

La Triplice Cinta

Tre quadrati concentrici collegati da linee centrali, a mo’ di croce scolpiti sul muro di Catino: ecco la Triplice Cinta, simbolo incredibilmente scambiato dagli archeologi come gioco del Tris, e in realtà una traccia lasciata da iniziati per indicare un luogo dove sono presenti energie telluriche.

Cosa vedere

Ricchi di storie, leggende e misteri, i borghi di Catino e Poggio Catino lasciano spazio alla curiosità e caratterizzano i due centri rispetto agli altri borghi della Sabina. Oltre alla Cappella di S. Caterina, alle Chiese di S. Agostino e S. Nicola di Bari, al Convento di S. Antonio Abate, non si può non visitare l’antica Rocca, edificata su una già esistente chiamata la Terra, costruzione Templare, situata vicino al Comune; la Torre longobarda a Catino risalente alle invasioni longobarde; le Terme di Silla resti di probabili terme romane forse appartenute a Lucio Cornelio Silla, in prossimità del cimitero comunale; l’acquedotto di Poggio Catino, un’opera del XVII secolo; e la Grotta di S. Michele, un piccolo santuario rupestre,  circondato dai boschi del Monte Tancia. Si pensa che originariamente la grotta fu un luogo dedito alla Dea Vacuna, divinità Sabina delle acque e dei boschi, lo testimonia una figura femminile scolpita in una stalattite, scomparsa da 25 anni. La cristianizzazione della grotta è strettamente collegata ad una leggenda, che racconta come nel IV secolo d.C. la zona venne devastata da un drago il quale trovò rifugio nella grotta, a cui è legata la leggenda  S. Silvestro.

Da non perdere: il “Piccolo Museo” di Domenico Bianchi - aperto tutte le domeniche per l’intera giornata e la Triplice Cinta.

Itinerari naturalistici

  • Località La Botte, Località Cisterna, Località Trio, Località Tancia

Maneggi e percorsi a cavallo

  • Centro Ippico San Lorenzo, via Spineto 19 - tel: 0765 63893/338 1617434

Prodotti tipici

  • Olio extra vergine d'oliva
  • Vino
  • Formaggio