Configni

Come arrivare

  • con i mezzi pubblici, scendere alla stazione Poggio Mirteto linea ferroviaria FL 1 Fiumicino-Orte, da essa prendere la coincidenza per il paese con i bus COTRAL. Si consiglia di consultare il sito per gli orari aggiornati delle corse www.cotralspa.it
  • con l'automobile, uscita Ponzano-Soratte dell’autostrada A1; andare in direzione Stimigliano fino all SR 657. 

Numeri utili

Comune: 0746.672208

Farmacia: Parafarmacia Configni, Via Allorta snc

Ufficio postale: Via della Passeggiata 6  tel:  0746.66225

Carabinieri: Via della Fontana 2  tel: 0746 672226

Cenni storici

Il ritrovamento nei pressi di Configni di frammenti ceramici, di un’ascia di età preistorica e altri reperti archeologici indica una presenza umana nel territorio che si perde nella notte dei tempi. Il Castello di Configni fu fondato nel X secolo, in un sito di confine, come attesta lo stesso toponimo, tra la Sabina e Narni. La prima notizia che lo riguarda compare nel 1027, quando  venne donato a Farfa. Agli inizi del '200 il Castello di Configni si era sottomesso con giuramento di fedeltà al Comune di Narni. Papa Bonifacio IX lo scorporò e ne nominò signore il fratello Andrea Tomacelli; successivamente, il papato concesse il feudo e i castelli di Configni e di Lugnola agli Orsini, poi all'Arcivescovo di Tarano e ai Cesi, prima di farlo tornare agli Orsini. Agli inizi del '700 passò sotto il Governo di Spoleto, e dopo vari riordini, di Magliano nel 1847. Un’interessante frazione di Configni è Lugnola.

Il toponimo Lugnola (Lungula) compare per la prima volta nel 1036 associato al termine finis, che fa alla presenza di un insediamento fortificato sull'area dell’antico Fundus Albaneta. Nel 1261 avvennero degli scontri tra i suoi abitanti e gli uomini di Calvi per una controversia territoriale, e il Comune di Narni intervenne decisamente in favore di Lugnola. Da allora in poi le vicende di Lugnola si intrecciano con quelle di Configni.

Curiosità

Persa tra i boschi, nascosta tra la fitta vegetazione, da non perdere la piccola grotta Rottaccia (Grottaccia), carica di storia e racconti ancora narrati dagli abitanti del luogo. Una leggenda vuole che questa cavità si usasse come luogo di espiazione delle colpe; altre parlano di questa grotta come rifugio di bande di briganti o di presenze diaboliche. Nonostante il timore e la paura che incuteva fu usata, dal 7 Aprile fino al 13 Giugno del 1944, giorno della liberazione del territorio sabino, come luogo di protezione della popolazione dall’invasione tedesca.

Cosa vedere

L'abitato, sulle pendici del Monte Cosce (692 m), offre un’ottima visuale sulla valle del torrente l'Aia.

Il luogo consente di immergersi nella natura con percorsi per escursionisti amanti della natura e dello sport all'aria aperta.

Merita una visita anche la Chiesa dell'Assunta del XV-XVI secolo, con un pannello ligneo largo 8 metri e alto 9 intagliato e decorato con oro zecchino. Spicca la grande tela di scuola Sabina e le figure di S. Candido e S. Gregorio.

Passata la Chiesa di San Sebastiano, in un vicolo del borgo, imboccando una ripida salita si arriva sotto una famosa Falesia dove praticare l'arrampicata sportiva. Proseguendo verso Nord troviamo le grotte carsiche della Rottaccia e del Camorco,  l'inghiottitoio Pozzo di Miesole e i Casitti, ruderi di un antico castello che domina su tutta la vallata umbra fino al Monte Amiata.

In cima alla panoramica vetta del Monte Cosce (1.114 m) si può ammirare la veduta della valle del Tevere o lanciarsi con il parapendio.

Fuori dal borgo, si possono visitare le chiese della Madonna della Neve e di S. Gregorio Magno, oltre all'antica chiesa di Lugnola  dedicata a S. Cassiano.

Itinerari naturalistici

Associazione Rinascita:  email:proloco.rinascita@libero.it

Escursioni sul Monte Cosce: CAI Sottosezione Valle Gemini di Poggio Mirteto (Ri) - tel: 3400703695  339 2213075

Visite Speleologiche:  G. S. S. www.gruppospeleologicosabino.it - tel: 333 156 1371

Prodotti tipici

  • Olio extravergine d’oliva
  • Funghi
  • Carne