Cantalupo in Sabina

Come arrivare

  • con i mezzi pubblici: scendere alla stazione Poggio Mirteto Scalo della linea ferroviaria FL 1 Fiumicino-Orte e prendere la coincidenza con il bus COTRAL. Si consiglia di consultare il sito per gli orari aggiornati delle corse www.cotralspa.it
  • con l'automobile: uscire all'uscita Ponzano Romano - Soratte dell’autostrada A1 e percorrere tutta la SR 657 fino al bivio di Galantina, girare a sinistra prendendo la SS 313 e seguire le indicazioni per il paese.

Numeri utili

Comune: 0765 514031

Farmacia: Alessandra Binaghi  Viale Verdi 30 tel: 0765 514289

Ufficio postale: Viale Verdi  - tel: 0765 514547

Assistenza sanitaria: Dott. Giorgini Mario Viale Verdi 3/c – tel: 3337318942  

Cenni storici

In epoca romano-imperiale il suo territorio era cosparso di ville rustiche residenziali. Attorno ad esse, nel primo medioevo sorgevano pagi e vici. La popolazione, sopravvissuta alle invasioni barbariche, si incastellò tra VIII-IX sec. sul punto più alto del territorio dando vita al Castrum Cantalupi citato per la prima volta dal Regesto Farfense nell'anno 1037.

Tutta la storia della comunità ruota intorno alle vicende del castello, prima sotto il dominio farfense, poi diventato palazzo feudale.

Il palazzo fu ristrutturato completamente dal cardinale Pier Donato Cesi sui ruderi della Rocca dei S. Eustachio e dei Savelli (palatium), assumendo le attuali sembianze di Palazzo rinascimentale. Molti palazzi, fontane e chiese furono costruite su volontà del Cardinal Cesi.

In seguito, Cantalupo e il suo palazzo divennero proprietà di molte famiglie nobili sabine e romane tra cui i Vaini e i Lante della Rovere.

Nel 1862 il palazzo fu acquistato da Giovanni Battista Camuccini che lo trasformò in museo in onore del pittore e padre Vincenzo Camuccini.

Dopo le manomissioni belliche e altri avvenimenti è stato chiuso al pubblico e oggi si registrano solo aperture straordinarie.

Curiosità

Il Melone Cantalupo, varietà nota in tutto il mondo, è così chiamato perchè fu portato, nel XV secolo, da missionari provenienti da lontani paesi asiatici a Cantalupo  per coltivarlo per i Papi.

Oggi le associazioni locali ricordano questa varietà di melone con una festa annuale che si svolge alla fine di agosto.

Cosa vedere

Entrando nel centro storico incontriamo i Bammocci, simbolo della città, due statue del XVI secolo rappresentanti Minerva e Mercurio, poste ad ornamento della porta principale del paese. Salendo lungo il corso, dove si diramano e si ricongiungono i caratteristici vicoli, si arriva alla piazza principale al centro della quale si trova la fontana decorata con lo stemma dei Cesi. Il Palazzo Cesi-Camuccini si caratterizza, nella facciata anteriore, per la presenza di un portico al livello stradale e un loggiato al piano superiore mentre, nella parte posteriore, è ancora possibile ammirare i due torrioni medioevali. Le stanze del piano inferiore sono state affrescate dagli Zuccari e dalla loro bottega con soggetti mitologici e grottesche di straordinaria eleganza, nonché paesaggi con rovine tipiche della scuola di Paul Brill. Sempre sulla piazza troviamo la Chiesa di SS. Maria Assunta in cielo in stile tardo barocco romano su disegno di Carlo Fontana. Uscendo dal paese si incontrano i resti di una villa rustica di età adrianea, il Complesso del Tulliano, forse appartenuto a Marco Tullio Cicerone. Lungo la strada per Casperia troviamo la Chiesa di S. Biagio, patrono del paese, annessa al convento dei carmelitani, attualmente in rovina. Infine, parallela alla Strada SS 313 troviamo la Pieve di S. Adamo con affreschi tardo gotici nell’abside e sulle pareti della nave.

Prodotti tipici

  • Formaggi 
  • Carni bovine