Vacone

Come arrivare

  • con l'automobile, uscire all'uscita Ponzano Romano dell’autostrada A1 e prendere la SR 657 in direzione Galantina e successivamente la SS313 in direzione Vacone.

Numeri utili

Comune: 0765 676833

Assistenza sanitaria: Ambulatorio medico tel: 0746 676818

Ufficio postale: P.zza del Municipio tel: 0746 676947

Cenni storici

Il suo nome deriva, secondo l'interpretazione più seguita, dalla Dea Vacuna,  divinità Sabina il cui culto era collegato ai boschi, alle acque, al naturalismo silvestre. Sul suo territorio numerosi sono i resti di età romana, tra i quali spicca la struttura della villa del grande Poeta latino Quinto Orazio Flacco. La presenza della vicina Fonte di Bandusia (Fons Bandusiae), il Pago (Pagus) e la nitida vista del monte Soratte, fanno riconoscere in questi luoghi il fundus donato da Mecenate al Poeta nel 33 a.C.. Le prime notizie del castello di Vacone risalgano al 1027 quando fu incamerato nei beni dell’Abbazia di Farfa. Il castello cadde agli inizi del XIII secolo in mano alla famiglia romana Ogdolina ma la popolazione reagì violentemente all'imposizione del dominio signorile tanto da spingere Papa Gregorio IX a riacquistare i diritti del castello, in modo da restituire pace e quiete non solo al borgo, ma all'intera Sabina. Il castello venne acquisito poi dagli Orsini nel 1364 e successivamente visse un serie di passaggi di proprietà fino ad arrivare al nobile reatino Antonio Clarelli. Il 18 novembre del 1816 il marchese Antonio Clarelli rinunciò ai suoi diritti feudali su Vacone che divenne appodiato di Torri tornando Comune autonono nel 1827.

Curiosità

Vacuna, dea venerata prima dai Sabini poi dai Romani, era una divinità invocata per la fertilità, legata alle fonti, alla caccia e al riposo; la radice del suo nome è ancor oggi largamente utilizzata, facile è riconoscerla in tutto ciò che induce al riposo e alla contemplazione: vacare, vacante, vacanze, vacuare, vacuo, vagabondare. Non a caso molti pacifici luoghi appenninici dell’Italia centrale sono etimologicamente riconducibili a Vacuna come, per l'appunto Vacone.

Cosa vedere

Le bellezze di Vacone sono collegate fra loro in un itinerario che si snoda attraverso i toponimi rintracciabili nell'opera oraziana: la villa donata da Mecenate al poeta coi suoi monumentali criptoportici, mosaici, pavimentazioni ad  opus spigatum, ninfeo e il meraviglioso panorama sulla valle sabina; la celebre  Fonte Bandusia  ove, alla vigilia dei Fontanalia, festa che ricorreva il 13 ottobre, secondo  Varrone, si gettavano ghirlande nelle fonti e si coronavano i pozzi; il paese, luogo ove probabilmente era situato il tempio della dea Vacuna (Fanum Vacunae).

Il piccolo borgo conserva ben intatte le sue memorie artistiche e architettoniche del periodo medioevale: degno di nota, in particolar modo è  l'edificio del Castello Marini Clarelli, costituito da due edifici: una corte-belvedere e un giardino occupato per circa la metà della sua superficie dalla chioma eccezionale di un leccio plurisecolare che costituisce uno degli alberi monumentali della zona. L'itinerario si conclude raggiungendo il Pago, il misterioso bosco sacro cantato anche da Plinio. Questo luogo rappresenta qualcosa di ancestralmente profondo nell'animo di tutti gli abitanti di Vacone, tanto da essere ancora oggi meta e scenario nei momenti di festa dell'intera comunità.

Da non perdere: il borgo medievale, la villa romana, la Fonte Bandusia e il Pago.

Monumenti interessanti

Le bellezze di Vacone sono collegate fra loro in un itinerario che si snoda attraverso i toponimi rintracciabili nell'opera oraziana: la villa donata da Mecenate al poeta coi suoi monumentali criptoportici, mosaici, pavimentazioni ad opus spigatum, ninfeo e il meraviglioso panorama sulla valle Sabina; la celebre Fonte Bandusia ove, alla vigilia dei Fontanalia, festa che ricorreva il 13 ottobre, secondo Varrone, si gettavano ghirlande nelle fonti e si coronavano i pozzi; il paese, luogo ove probabilmente era situato il tempio della dea Vacuna (Fanum Vacunae).

Il piccolo borgo conserva ben intatte le sue memorie artistiche e architettoniche del periodo medioevale: degno di nota, in particolar modo è  l'edificio del Castello Marini Clarelli, costituito da due edifici: una corte-belvedere e un giardino occupato per circa la metà della sua superficie dalla chioma eccezionale di un leccio plurisecolare che costituisce uno degli alberi monumentali della zona.

L'itinerario si conclude raggiungendo il Pago, il misterioso bosco sacro cantato anche da Plinio. Questo luogo rappresenta qualcosa di ancestralmente profondo nell'animo di tutti gli abitanti di Vacone, tanto da essere ancora oggi meta e scenario nei momenti di festa dell'intera comunità.

Da non perdere: il Borgo medievale, la villa romana, la Fonte Bandusia e il Pago.

Itinerari naturalistici

  • Vacone - Monastero, dislivello 150 m - difficoltà facile - percorrenza 1h 40’
  • Vacone - Pago, disl. 30 m - facile - percorrenza 30’
  • Vacone - Romitorio S. Orsola, disl. 250 m - medio - percorrenza 1h 30’
  • Vacone - Cima Testone, disl. 530 m - complesso - percorrenza 2h

Prodotti tipici

  • Olio Extra Vergine d’Oliva
  • Vino