Il ratto delle Sabine

ratto delle sabine
ratto delle sabine

Tutti hanno sentito parlare di questa storia, pochi ne conoscono l’origine. Gli antichi Sabini hanno partecipato alla fondazione di Roma, e questa a sua volta, nei secoli successivi, ha costellato il loro territorio di ville rustiche e cittadine, di necropoli e di infrastrutture. Per comprendere la storia e la cultura della Sabina è dunque indispensabile visitare i suoi siti archeologici e i suoi musei.

Brevi cenni storici

La scomparsa della Sabina come entità politica autonoma e la sua definitiva annessione a Roma è databile al 290 a.C. ad opera del console Manio Curio Dentato. Numerose sono le testimonianze di insediamenti romani a partire dal II secolo a. C. Le famiglie romane mutarono il paesaggio della Sabina apportando nuove forme di coltivazione ed edificando le villae rusticae, vere e proprie aziende agricole polifunzionali. […]

Il Ratto delle Sabine: la leggenda

Romolo, il primo re di Roma, volendo fortificare ed espandere la città si rende conto che la sua popolazione è composta prevalentemente da uomini, quindi la sua grandezza sarebbe durata una sola generazione. Così organizza solenni ludi e ordina di annunziare lo spettacolo ai popoli vicini tra cui i Sabini. Durante la festa ad un segnale convenuto, i giovani romani rapiscono le donne sabine. I Sabini, non gradendo l’affronto, guidati da Tito Tazio marciano verso Roma per riprendersi le proprie donne. Dal racconto di Tito Livio, i Sabini, riuscendo a penetrare nella città fortificata, si lanciano contro i nemici; ma le donne intervengono per ottenere un armistizio non tollerando la vista di quella sanguinosa battaglia. La vicenda ha così una pacifica conclusione: Romolo e Tito Tazio regnano in comune sulla città e i Sabini si fondono con i Romani in un unico popolo.

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