Itinerario

Proponiamo di seguito, tra le attività all’aria aperta, alcuni dei tanti itinerari, per lo più con difficoltà E (escursionistica), da fare sui Monti Sabini partendo da quello più a nord, Configni.

Configni offre al turista un’ampia scelta di attività. Dal centro storico del paese partono numerosi sentieri, recentemente riscoperti e valorizzati, che si snodano per circa 40 km nel versante nord-est-ovest del Monte Cosce. La difficoltà dei sentieri è diversificata e mai banale. Pochi chilometri in macchina permettono di raggiungere altri sentieri della campagna confignana e dei Monti Sabini. Lungo il cammino è possibile ammirare la flora tipica della zona con panorami mozzafiato a 360 gradi, resti di carbonaie, ripari di pastori, le grotte carsiche di Rottaccia e di Camorco e l'inghiottitoio Pozzo di Miesole, i resti di un castelliere del IX sec. d.C., la falesia di arrampicata sportiva. La falesia naturale si trova a circa 300 m sopra l'attuale centro storico del paese nel versante nord-est del declivio del Monte Cosce e può essere raggiunta a piedi o in macchina fino a 1/3 del percorso. La roccia di tipo calcareo, lavorata e modellata da acqua e vento, presenta una notevole varietà strutturale: placche, strapiombi, tacche e buchi la rendono particolare e di buon livello tecnico. Sono presenti sessanta itinerari di arrampicata con difficoltà da 4 a 7c e vie di arrampicata per bambini e principianti. Nell’ambiente collinare e montano di Configni, Lugnola e Cottanello si possono intraprendere itinerari di diversa lunghezza in mountain bike e a cavallo di gradi medio-difficile e da Vacone ci si può lanciare con il parapendio. 

Da Cottanello è possibile percorrere diversi sentieri già battuti dalle associazioni escursionistiche e dal CAI, ad esempio l’anello di Monte Piante Grandi (1013 m) oppure i sentieri 362 e 364 (CAI) che vanno dai prati di Cottanello fino a Stroncone e a Greccio o il sentiero che porta all’Eremo di San Cataldo o alla Cava di Marmo.

Attraverso i sentieri 360, 361 e 362 del CAI è possibile ancora raggiungere Montasola. Da qui, in direzione Monte Pizzuto, si incontrano lungo i sentieri diversi rifugi che ricadono sui territori di Casperia: Monte Mosca, Valle Ferrara, Fonte Cognolo (unica sorgente perenne dei Monti Sabini), Colle Perrini; oltre ci sono quelli di Roccantica (Pratelle e Calenne), recentemente rimessi in funzione. Le associazioni che gestiscono i rifugi di Casperia hanno segnato con cartellonistica specifica diversi percorsi e organizzano periodicamente delle escursioni. 

Dal centro abitato di Roccantica ci si può arrampicare o visitare la falesia, pareti di calcare compatto con placche e leggeri strapiombi con tacche molto affilate. La falesia è facilmente raggiungibile da via Marta Robbio Tacci. 

Si può raggiungere Monte Pizzuto, passando per il Monte Tancia, anche attraverso sentieri che partono da Poggio Catino. Qui è presente un rifugio, il Trio, attrezzato per la ricettività turistica. Il monte Tancia, la vetta più alta dei Monti Sabini (1292 m) è un ottimo balcone su tutto l’Appennino Centrale, la conca Reatina, il fiume Tevere, il Monte Soratte e la Sabina. C’è solo da scegliere il percorso.

Dal Monte Ode, situato nel territorio di Salisano, si può scendere a valle e, raggiungendo Mompeo, e lasciarsi affascinare dal Monumento Regionale Gole del Farfa. Seguendo il corso del fiume, che più a sud si unisce al Tevere, si raggiunge nel territorio di Poggio Mirteto e Montopoli di Sabina la Riserva naturale regionale Nazzano-Tevere Farfa, stazione di sosta per la migrazione di numerose specie di uccelli. Lungo il Tevere sono presenti una serie di approdi raggiungibili con il battello, disponibile per la navigazione del fiume.

Per la scelta degli itinerari montani è possibile consultare la carta escursionistica dei Monti Sabini settentrionali (scala 1:25000) dove sono presenti tutti i sentieri CAI che attraversano i monti Sabini.
Si consiglia di rivolgersi anche al Cai di Poggio Mirteto (www.caipoggiomirteto.it) o all'associazione Sabina Trekking (sabinatrekking.blogspot.it).

POSSIBILI ITINERARI DA PERCORRERE

ITINERARIO 1 - Monte Cosce - Anello da Configni

(Difficoltà: E - Dislivello: 600 m ca. - Durata: 5/6 ore, escluse soste)

Dal parcheggio di Configni si imbocca la ripida salita asfaltata, che diventa presto sentiero, in direzione del Fosso della Foce passando sotto la Falesia di Arrampicata. Si prosegue verso Nord per un ripido costone fino ai Casitti, pochi ruderi di un antico castello. Il sentiero prosegue, sempre sassoso e ripido, tra boschi e radure fino alla cresta, la Croce di Piano Lago (1043 m). Seguendo la strada che porta alle antenne, installate sull’inaccessibile Cima Fosso d’Anselmo (1121 m), si effettua una breve deviazione al monumento dell’incidente aereo del 17 febbraio 1978 prima di giungere alla panoramica vetta del Monte Cosce (1114 m).  Si prosegue   in cresta, con grandiosa veduta della vallata del Tevere con il Soratte ed i Monti Cimini, fino alla selletta del punto trigonometrico di Cima Testone (1053 m); si scende verso Est e poi verso Nord, entrando nel bosco; per un sentiero sassoso si attraversa la Costa Muraccia e si scende verso il Fosso Rottaccia percorrendo i vecchi sentieri tra le carbonaie. Da qui si raggiunge, scendendo per una diramazione del sentiero, la piccola grotta Rottaccia, ricca di storia e leggende, per ritornare al paese, transitando per la Portella.


ITINERARIO 2:  La Cappelletta dai Prati di Cottanello
(Difficoltà: E – Durata: 1 ora e 45 minuti – Ascesa: 400 m)

In auto dal centro abitato di Cottanello si va per località le Casette (ai Prati di Sotto), dopo 5 Km si raggiunge l’antico borgo abitato da pastori (800 m). Dal borgo si segue il tracciato di destra, si costeggia Fosso dell’Aietta, si giunge rapidamente sui Prati di Sopra (874 m), si supera un laghetto artificiale e si giunge ad una biforcazione. A destra si entra nella Valle Frasso, si continua a sinistra sulla via che si mantiene sul margine Est dei Prati di Sopra. Con una piccola deviazione a sinistra, si può visitare la Fonte Bugiarda, una cisterna con pompa a mano (902 m). Ripresa la via si prosegue lungo la discesa fino alla Fonte Acqua Panara, altra cisterna con pompa (924 m), si sale nel bosco seguendo il fondo della Valle Santi, si supera uno stazzo e si continua a salire fino ad incontrare un sentiero che a destra porta al paese di Greccio e a sinistra  porta alla Cappelletta (1205 m). Al ritorno si segue lo stesso itinerario.

 

ITINERARIO 3:  Monte Porco Morto
(Difficoltà: E - Durata: 2 ore e mezza - Ascesa: 450m - Km percorsi: 7)

È una delle vette centrali del Gruppo dei Monti Sabini (1260 m), ottimo balcone sulla Sabina e su buona parte dell’Appennino Centrale. Si parte dalla località Piè di Morra (Fonte Cerro, 842 m) al Km 17 della provinciale che collega Contigliano a Cottanello. Il sentiero è parzialmente segnato. A piedi si segue la sterrata, dopo 15 minuti si raggiungono dei piccoli casali dove si trova la Fonte Lallo (ci sono due fontanili), si prosegue scendendo fino ad incrociare il Fosso Pacino dove si trova la Fonte Creticcia (925 m). Avanzando, si giunge presso un quadrivio a Sud-Ovest del Colle Creta (1000 m), si segue la sterrata di destra (Sud-Ovest) e, percorsi circa trecento metri, si trova un altro bivio; qui la strada principale prosegue e, scendendo, si abbandona per prendere la via destra che,  superata la località Ceppete, piega a Sud salendo a mezza costa il versante Est di Monte Macchia Porrara. Si continua fino a giungere sulla perpendicolare di un ampio fosso dove termina; salendo il vallone, si giunge sul valico Sella Pozzaneve (1131 m) che separa il Monte Porco Morto dal Monte Macchia Porrara. Si risale l’ampio costone boscoso in direzione Sud, si tocca l’anticima Nord libera da vegetazione (1212 m), si scende di pochi metri, si supera un’altra piccola macchia e si esce sul prato sommitale che in poco tempo porta al piccolo omino di vetta del Monte Porco Morto (1260 m), 30 minuti da Pozzaneve, ascesa totale 450 m (ottimo il panorama ad Ovest su MontasolaConfigni, Vacone e Monte Cosce, ad Est su tutto l’Appennino Centrale). Si prosegue in direzione Sud e in 10 minuti si giunge sull’anticima Sud caratterizzata da un grande omino di pietre. Si torna indietro per la stessa via.

 

ITINERARIO 4:  Monte Cimamacchia  (989 m) 
(Difficoltà: E - Durata: 4 ore - Dislivello: 150m)

Da Cottanello si sale verso Piè di Morra (Fonte Cerro, 840 m) e da qui si prende la carrareccia verso Sud  fino a  Fonte Lallo (eventualmente fino a Fonte Creticcia). Si attraversano i Prati e si giunge all’Eremo di San Tomeo. Si riprende la carrareccia e si sale al Monte Cimamacchia (989m). Si può ritornare percorrendo la stessa carrareccia.


ITINERARIO 5: Valle Ferrara e Fonte Cognolo
(Difficoltà E - Durata: 3 ore - Dislivello: 450 metri]

Dalla frazione casperiana di S. Maria in Legarano, percorrere in automobile tutta via S. Maria (2,5 km) che dalla provinciale 48 “Finocchieto” sale in direzione della chiesa. L’escursione parte all’altezza dell’ultima abitazione, segnata sulla carta IGM come Casale Rivoltavia. Percorrere il sentiero in salita. Dopo circa 15 minuti di cammino (quota 705) svoltare a destra – il sentiero è segnato e ben visibile. Da questo momento, dopo aver costeggiato Monte Mosca ed attraversato tutta la Valle Ferrara seguendo il fosso, in 45 minuti si raggiungono i prati di Fonte Ferrara dove è attivo il rifugio gestito dall’associazione Sabina Trekking a quota 960, idealmente protetto da una schiera di cerri monumentali; sul versante opposto, invece, una piccola sorgente sgorga un filo d’acqua. Dal rifugio si segue la strada montana in direzione est, che in un’ora di cammino senza dislivelli rilevanti porta dritta a Fonte Cognolo (quota 1052), la sorgente perenne più importante dei Monti Sabini, dove è attivo il rifugio gestito dall’associazione Ala. Riprendendo la strada montana verso est, in meno di mezz’ora si raggiungono i pascoli di Colle Ventoso (la fontanella sulla sinistra è alimentata dall’acqua di Fonte Cognolo), superati i quali si abbandona la strada principale per attraversare a destra un breve tratto non segnato in un prato che si restringe fino a trovare il sentiero che, preso in discesa, in mezz’ora porta sulla strada comunale via S. Maria, 750 metri più in basso rispetto al punto di partenza.


ITINERARIO 6: Anello degli Eremi di San Leonardo e San Michele
(Difficoltà: E - Dislivello: 250 m - Durata: 4 ore e mezza, con soste - Lunghezza: 7 km)

Sentiero degli Eremi Di San Leonardo e San Michele ha inizio da piazza San Valentino, a Roccantica. Lungo il percorso si incontrano i resti di mura perimetrali, di abitazione dei monaci, di un mulino ad acqua, della condotta dell'acqua e la ruota in pietra della macina. Il sentiero, che attraversa un bosco misto di Corbezzoli, Lecci e Roverelle, raggiunge la magnifica chiesa rupestre di San Leonardo (protettore dei pellegrini) un vero e proprio gioiello incastonato nella roccia della montagna a strapiombo sulla valle. L'eremo, che risalirebbe all'VIII-IX secolo, era posto sotto la giurisdizione dell'Abbazia Farfense. Proseguendo si arriva alla grotta di San Michele, luogo di culto dove era presente una statuetta, ora trafugata, identificata come l'immagine della Dea Vacuna.

 

ITINERARIO 7: Revotano
(passeggiata - Partenza da Roccantica)

Ampia dolina carsica (diametro 250m) situata nelle vicinanze del centro storico di Roccantica raggiungibile tramite un sentiero pedonale che si inerpica all'interno di una macchia mediterranea. La cavità dà il nome al colle chiamato appunto Revotano (Reotine in dialetto) il rivoltato, il ribaltato.

 

ITINERARIO 8: Monte Pizzuto Vetta dei Monti Sabini

La più alta cima della Sabina (1288 m) dopo il Tancia che si trova sul territorio comunale di Monte San Giovanni. Attraverso  boschi di  faggi, querce e lecci si raggiunge  Fonte Regna  con  le  sue antichissime  e freschissime acque  che sgorgano dal sottosuolo di un bosco millenario e che da sempre alimentano le fontane di Roccantica. Sono ancora visibili le vecchie condutture realizzate in pietra scolpita a mano. Da qui si può salire  a Monte  Pizzuto dalla cui vetta  si  gode  un  panorama indimenticabile che spazia dalla valle del velino (Rieti) alla valle del Tevere con il Monte Soratte sullo sfondo.

 

ITINERARIO 9: Località la Botte - Cisterna - Trio/Tancia
(Durata: 3 ore e 40 minuti, escluse le soste - Ascesa: 700 m - km a piedi: 10 e mezzo)

Base di partenza è l’Osteria del Tancia (800 m). Un cartello turistico del Comune di Monte San Giovanni dice: “L’Osteria del Tancia, dai cui resti è stato realizzato l’attuale edificio restaurato, sorse verso la fine del Medio Evo e fu per molto tempo la sosta più importante lungo la via del Tancia, la principale via di collegamento tra la conca Reatina e la Sabina Tiberina, battuta dai mercanti, dai pastori che praticavano la transumanza, e anche dai briganti”.

 

ITINERARIO 10: Monte  Pizzuto  (1288 m)
(Dislivello: 700 m  - Tempo: 5 ore, escluse soste)

Superato l’abitato di Poggio Catino si sale fino al ponticello sul Fosso di Galantina (638 m), dove si imbocca il sentiero 16 Novembre, si sale a Nord il crinale che porta al Prato Rossito e alla cima del Monte Menicoccio  (1204 m) e  si continua lungo la cresta per giungere in cima al Monte Pizzuto . Se si vuole proseguire dirigersi verso il Passo Trivio (1119 m). Si attraversano i Prati di Poggio Perugino e si incontra l’intera Valle Gemini  per ritornare  al punto di partenza.

 

ITINERARIO 11: Monte Ode 
(Difficoltà: E  - Dislivello: 300 m - Durata: 4 ore e mezza, con soste - km a piedi: 8 km)

Giunti al Comune di Salisano si sale per la cipresseta e si parte per una magnifica escursione ad anello che porta alla cima del monte Ode (964 m), nella catena dei Monti Sabini, per ammirare una grande varietà di ambienti. Dopo un primo tratto nel  bosco che costeggia il fosso dell’Osteria tra felci, giochi d’acqua, cascatelle e le sorprendenti Pozze del Diavolo, lo scenario si apre improvvisamente  sui verdissimi prati della zona, nei quali spesso pascolano vacche e cavalli. Una breve  ma ripida salita ci conduce fino alla vetta.