Itinerario

L'itinerario parte da Canneto Sabino, piccolo paese nel comune di Fara in Sabina. In questo piccolo paese si trova un Olivo millenario.

L'Olivo millenario di Canneto Sabino è la testimonianza vivente dell’antica vocazione della Sabina alla produzione di olio d'oliva. Si ipotizza che l'albero possa risalire addirittura all'epoca di Numa Pompilio, Re di Roma dal 715 a.C. fino al 673 a.C., originario della Sabina, ma non esistono riscontri certi.

L'albero, della varietà olivastro, nel 1876 è stato acquistato dalla famiglia Bertini. E’ alto circa quindici metri con una circonferenza del tronco di 7,2 m e un diametro della chioma di circa 30 m. Alla base del tronco si apre una cavità che penetra sino al cuore delle sue radici genera una vera caverna. Antiche testimonianze parlano di una produzione di 12 quintali di olive con una resa di 150 kg di olio pari ad una soma (antica misura).

A 15 km da Canneto, oltrepassando Fara in Sabina e Farfa, a Castelnuovo di Farfa si trova il Museo dell’Olio della Sabina e la chiesetta campestre di San Donato (sec. IX), parte del percorso museale dedicato all'olio. All'interno di S. Donato architettura e musica celebrano il ruolo dell'olio nella spiritualità mediterranea. La chiesa è circondata dal Giardino degli ulivi del mondo, uno spazio simbolico dove vengono ospitate le diverse qualità coltivate nel Mediterraneo. Il giardino accoglie anche un olivo dell'Orto dei Getsemani donato dalla delegazione della Terra Santa.

Accanto all’Olio, la Sabina porta gli odori di uve fragranti che vinificano in ogni borgo e dei numerosi prodotti tipici, dai formaggi alle carni. Il vino sabino è meno noto rispetto all’olio, ma proprio per questo capace di sorprendere con alcune eccellenze del territorio. A Poggio Mirteto, presso la Tenuta Santa Lucia, troviamo un Rosso Morrone Syrah Lazio IGT e a Magliano Sabina diverse cantine del Vino DOC Colli della Sabina. La presenza della viticoltura nell’area delimitata risale al tempo dei Romani: Strabone, Plinio il Vecchio il quale ricorda il vitigno caratteristico della Sabina la vinaciola, e il poeta Orazio esaltarono il buon vino della Sabina.

Altra eccellenza sabina è il Cacio Magno. Si narra che prenda il nome da Carlo Magno, re dei Franchi e dei Longobardi e imperatore del Sacro Romano Impero, che lo assaggiò presso l’Abbazia di Farfa. Il formaggio era talmente buono che rimase impresso nella memoria del sovrano, il quale portò con sé alcune tome per il viaggio. Il Cacio Magno nel 2015 è stato inserito tra le 100 eccellenze della Regione Lazio presso l’Expo di Milano.

Numerose proposte di percorsi di visita fra le attrazioni del territorio e dei prodotti tipici della Sabina sono disponibili sul sito www.stradaoliosabina.it